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Milinkovic-Savic a Torino: tra critiche e elogi, il silenzio è d’oro

Durante l’inaugurazione del “Bosco del Toro”, un’importante iniziativa che celebra la storia e l’identità del Torino FC, il portiere granata Vanja Milinkovic-Savic ha rilasciato dichiarazioni che riflettono il suo approccio al calcio e alla pressione del pubblico. Il calciatore serbo, che ha avuto un ruolo cruciale nella stagione corrente, ha sottolineato come non si lasci influenzare né dalle critiche né dai complimenti. “Non ascolto le critiche così come non ascolto i complimenti, non mi interessa nulla: non cerco rivincite, il mio obiettivo è che il Toro vada avanti”, ha affermato con determinazione.

il carattere e la resilienza di milinkovic-savic

Milinkovic-Savic, giunto al Torino nel 2019, ha dimostrato di avere un forte carattere e una mentalità resiliente. In un ambiente sportivo dove le opinioni dei tifosi e degli esperti possono essere dure e spesso volubili, il portiere ha scelto di mantenere il focus esclusivamente sul suo ruolo e sul benessere della squadra. “Sono sempre lo stesso, non sono cambiato in nulla e mi godo ogni momento in campo”, ha aggiunto, evidenziando il suo amore per il gioco e la sua dedizione al club.

Nella stagione attuale, Milinkovic-Savic si è distinto per le sue prestazioni, parando quattro rigori su cinque, un dato che conferma la sua abilità tra i pali. Questa statistica non solo sottolinea il suo talento, ma anche l’importanza di avere un portiere di classe in un campionato competitivo come la Serie A. “Non mi piace mai parlare del personale, il calcio è uno sport di squadra”, ha continuato, rimarcando l’importanza del lavoro collettivo e del legame con i suoi compagni di squadra.

momenti chiave e il legame con il mister

Il portiere ha anche condiviso quale sia stato il rigore parato che considera il più bello della sua carriera fino a questo momento: “Quello contro l’Atalanta, al ritorno”, ha rivelato. Questo momento è stato cruciale non solo per lui, ma anche per la squadra, dimostrando l’importanza di avere un estremo difensore che può cambiare le sorti di una partita con un solo intervento.

Vanja Milinkovic-Savic è nato a Bačka Topola, in Serbia, il 20 luglio 1997. La sua carriera calcistica è iniziata nelle giovanili del Partizan Belgrado, dove ha mostrato fin da giovane grandi capacità. Dopo aver trascorso un periodo in prestito all’FC Kolubara, ha firmato per il Torino nel 2019, dove ha trovato la sua dimensione. La sua presenza in porta ha contribuito a stabilizzare la difesa granata, che negli anni ha attraversato alti e bassi.

Il portiere ha anche parlato del suo rapporto con l’allenatore della squadra, Ivan Vanoli, sottolineando come ci sia una sintonia importante tra il tecnico e i giocatori. Questo legame è fondamentale per creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo, dove ogni calciatore si sente valorizzato e motivato a dare il massimo. “Tutti abbiamo un ottimo rapporto con mister Vanoli”, ha dichiarato, suggerendo che la comunicazione e il rispetto reciproco sono pilastri fondamentali per il successo della squadra.

un simbolo di unità per il club

L’inaugurazione del “Bosco del Toro” rappresenta un momento significativo per il club e i suoi tifosi. Questa iniziativa non è solo un tributo alla storia del Torino FC, ma anche un simbolo di unità e appartenenza per la comunità granata. Milinkovic-Savic, presente all’evento, ha dimostrato di essere non solo un calciatore, ma anche un rappresentante dei valori del club.

La mentalità del portiere è un esempio di come gli sportivi professionisti affrontino la pressione e le aspettative. In un’epoca in cui il giudizio pubblico è amplificato dai social media, la capacità di mantenere la concentrazione sugli obiettivi personali e di squadra è una qualità preziosa. Milinkovic-Savic ha dimostrato di avere questa capacità, rimanendo focalizzato sul suo lavoro e sul miglioramento continuo.

Nella sua carriera con il Torino, il portiere ha già contribuito a momenti memorabili e ha dimostrato di poter essere un pilastro della squadra. Con la sua determinazione e la sua voglia di migliorare, è lecito aspettarsi che continui a sorprendere i tifosi e a segnare la storia del club granata. La stagione è ancora lunga e, con giocatori come Milinkovic-Savic, il Torino ha tutte le carte in regola per affrontare le sfide future con sicurezza e spirito di squadra.

Luca Baldini

Ciao a tutti, mi chiamo Luca Baldini e sono redattore sportivo di Wigglesport! Scommetto che non vi sareste mai aspettati di incontrare un tizio così appassionato di sport "minori". Ebbene sì, mentre tutti gli altri seguono i grandi nomi del calcio e del basket, io mi tuffo a capofitto nel mondo affascinante delle discipline meno conosciute! La mia curiosità per gli sport alternativi è nata quasi per caso. Cresciuto tra le Alpi piemontesi, tra una discesa sugli sci e una partita a curling con gli amici, ho sviluppato un amore viscerale per tutte quelle attività che non sempre fanno i titoli dei giornali. Dai Campionati Mondiali di Badminton ai Tornei Internazionali di Bocce, ho sempre avuto un debole per tutto ciò che è insolito e sorprendente. Dopo aver terminato gli studi in Comunicazione e Giornalismo a Torino, ho realizzato il mio sogno di diventare redattore sportivo, portando con me questa passione fuori dal comune. All'inizio la mia famiglia e i miei amici mi prendevano bonariamente in giro ("Luca, chi vuoi che legga di un torneo di cricket islandese?"), ma con il tempo hanno imparato ad apprezzare la bellezza degli sport minori e il mio modo di raccontarli. Ho avuto la fortuna di viaggiare in tutto il mondo per seguire competizioni di ogni genere, descrivendo con passione le performance di atleti incredibili che gareggiano lontano dai riflettori della ribalta mediatica. La mia scrivania? Un arcobaleno di locandine di eventi da ogni angolo del globo! Se c'è una cosa che amo del mio lavoro, è la capacità di portare alla luce storie emozionanti e spesso trascurate. Raccontare le gesta di un arciere paralimpico o la preparazione di una squadra di rugby su sedia a rotelle mi riempie di orgoglio e mi spinge a essere sempre più curioso. Quando non sono impegnato a scrivere o a seguire competizioni improbabili, mi piace partecipare personalmente ad alcuni di questi sport. E sì, ho collezionato più magliette da gara di corse con i sacchi e di tornei di palla tamburello di quante ne possa contare! Quindi, se mai sentite parlare di uno sport di cui nessuno sa nulla, c'è una buona possibilità che io sia lì a raccontarlo. Perché, in fondo, ogni disciplina ha una sua magia speciale, e io sono qui per condividere quella magia con voi. A presto,

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