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Il talento di Dimarco conquista Bennato

Nella vibrante cornice dei Campi Flegrei, tra l’antica bellezza di Nisida e i ricordi industriali dell’Italsider, Edoardo Bennato continua a vivere e a creare. Architetto di formazione e musicista di fama, Bennato ha sempre trovato nel calcio una fonte inesauribile di ispirazione. Sin da bambino, il calcio era per lui una fuga, un rituale che mescolava passione e comunità. Ricorda con nostalgia i pomeriggi trascorsi a camminare verso lo stadio insieme agli amici, un viaggio che rappresentava tanto un momento di aggregazione quanto un’occasione di pura felicità.

Cresciuto nei cortili operai di Bagnoli, Bennato non era un calciatore particolarmente dotato, ma il suo amore per lo sport rimase intatto. A soli 13 anni, si distinse nel Circolo Canottieri di Bagnoli, un’esperienza che, sebbene lontana dal palcoscenico musicale, anticipava già una carriera che avrebbe unito arte e sport in modo indissolubile.

Edoardo Bennato ha saputo tradurre il suo amore per il calcio in musica, componendo pezzi che sono diventati colonne sonore per generazioni di italiani. Chi non ricorda la sua sigla per la Domenica Sportiva, un appuntamento fisso per gli appassionati di calcio? Richiesta da Tito Stagno, quella sigla diventò una metafora della vita stessa, dove i pronostici possono essere ribaltati come in una partita di calcio.

La collaborazione con Gianna Nannini

Nel 1990, Bennato collaborò con Gianna Nannini per la celebre “Notti magiche”, inno del Mondiale italiano. All’inizio riluttante, Bennato accettò la proposta di Giorgio Moroder, nonostante le critiche della lobby musicale. “Notti magiche” divenne un successo planetario, legato indissolubilmente all’immagine di Totò Schillaci, la cui recente scomparsa ha toccato profondamente Bennato. Ricorda Schillaci come un uomo semplice e entusiasta, qualità che solo chi vive in un’isola come la Sicilia può comprendere appieno.

L’amicizia con Diego Maradona

L’amicizia di Bennato con Diego Maradona è un altro capitolo affascinante della sua vita. Ricorda con affetto il Natale trascorso insieme e le serate in discoteca dopo il secondo scudetto del Napoli. Maradona, per Bennato, era una figura mitica, non solo per le sue doti calcistiche, ma anche per la sua umanità e generosità. La stima reciproca tra i due era palpabile, un legame che superava il semplice gioco del calcio.

Incontri con altre leggende del calcio

Bennato ha avuto anche l’opportunità di incontrare altri grandi del calcio come Platini e Pelé, definendo se stesso scherzosamente una “schiappa” accanto a loro. Tuttavia, il suo contributo alla cultura popolare italiana attraverso la musica ha avuto un impatto duraturo, paragonabile a quello degli sportivi che ha ammirato.

L’ammirazione per i calciatori contemporanei

Tra i calciatori contemporanei, Bennato ha un debole per Federico Dimarco, il cui sinistro fatato lo ha colpito profondamente. “Vale tutta l’Inter”, afferma Bennato, riconoscendo il talento naturale del giovane giocatore. Accanto a Dimarco, nomina altri talenti come Lobotka, McTominay e Politano, evidenziando la sua costante attenzione verso le nuove leve del calcio.

L’elogio agli allenatori

Parlando di allenatori, Bennato esprime grande ammirazione per Luciano Spalletti e Antonio Conte, due figure che, secondo lui, condividono la capacità di comprendere e motivare gli altri. Questa abilità è fondamentale nel calcio, dove il rapporto umano e la psicologia giocano un ruolo cruciale, forse addirittura superiore alla tecnica.

La visione critica del tifo organizzato

Nonostante la sua passione per il calcio, Bennato non ignora i problemi legati al tifo organizzato. Definisce il tifo una “droga collettiva”, un fenomeno che, sebbene nasca dall’amore per lo sport, può facilmente diventare preda della malavita. È una visione cinica, ma realista, di un mondo che conosce bene.

L’ammirazione per altri sportivi

Oltre al calcio, Bennato ammira altri sportivi, come Adriano Panatta e Pietro Mennea, uomini che hanno dimostrato che lo sport è prima di tutto una questione di intelligenza, non solo di forza fisica. Tra le atlete, Sofia Raffaeli attira la sua attenzione per le sue incredibili capacità ginniche.

Il legame di Bennato con il mondo dello sport è profondo e complesso, intrecciandosi con la sua musica e la sua visione della vita. Un artista che continua a ispirare attraverso le sue canzoni, ma che trova ancora nel calcio e nello sport un’inesauribile fonte di meraviglia e riflessione.

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