Chievo Verona in bancarotta: la richiesta di giudizio per Campedelli - ©ANSA Photo
La vicenda della bancarotta del Chievo Verona rappresenta un capitolo drammatico nella storia del calcio italiano, attirando l’attenzione di media e tifosi. La Procura della Repubblica di Verona ha richiesto il rinvio a giudizio per Luca Campedelli, ex presidente del club, accusato di bancarotta fraudolenta e attualmente coinvolto in una procedura di fallimento. Questo sviluppo è il risultato di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, che ha svelato un sistema di frode complesso utilizzato per nascondere le reali condizioni economiche del Chievo.
Le indagini hanno messo in luce che Campedelli avrebbe sistematicamente rappresentato un quadro di apparente benessere economico, mentre in realtà la società si trovava in un grave dissesto finanziario. Questo meccanismo aveva come obiettivo principale quello di consentire al Chievo di iscriversi regolarmente ai campionati di calcio. Se confermata, questa pratica potrebbe avere ripercussioni significative non solo sul club, ma anche sull’intero sistema calcistico italiano.
Un elemento centrale nelle indagini riguarda le cessioni fittizie di calciatori a squadre come Cesena e Carpi. Queste operazioni sarebbero state effettuate a prezzi ben al di sotto del valore di mercato, permettendo al Chievo di registrare plusvalenze ingenti, superiori a 35 milioni di euro. In sostanza, i giocatori sarebbero stati venduti senza mai effettivamente cambiare squadra, suscitando incredulità e preoccupazione tra gli esperti del settore.
Le plusvalenze rappresentano un tema delicato nel mondo del calcio e, in questo caso, le operazioni sarebbero state condotte in maniera irregolare, configurando un reato di frode. Inoltre, il meccanismo non si limiterebbe solo alle cessioni di calciatori, ma coinvolgerebbe anche operazioni infragruppo, come la cessione del marchio Chievo e il conferimento del ramo d’azienda relativo al Campo Sportivo Bottagisio.
Le accuse nei confronti di Campedelli non si fermano qui. La Procura ha contestato anche il prelievo di oltre 200mila euro dalle casse del Chievo Verona per scopi estranei alle finalità d’impresa. Inoltre, si fa riferimento a un “reiterato sistematico e rilevante” mancato adempimento degli oneri tributari e previdenziali, accumulati dal 2014 fino alla data del fallimento per un importo che supera i 34 milioni di euro.
Il Chievo Verona, fondato nel 1929, ha una lunga e affascinante storia nel calcio italiano, ma negli ultimi anni ha affrontato una profonda crisi culminata nel fallimento nel 2021. La situazione attuale ha suscitato reazioni diverse tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Molti sostenitori del Chievo si sono detti delusi e amareggiati per la gestione del club sotto la presidenza Campedelli.
La storia del Chievo Verona è un monito per il calcio italiano, evidenziando la necessità di trasparenza e correttezza nella gestione delle società sportive. Mentre il club cerca di ricostruire il proprio futuro, le speranze e i timori si intrecciano in un quadro complesso, dove il passato e il presente si confrontano in un dramma sportivo e umano di grande rilevanza. Le prossime fasi del procedimento giudiziario rappresentano un passo significativo nella ricerca di giustizia per i creditori e per i tifosi che hanno visto la loro passione sportiva ridotta in miseria.
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