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43 presidenti federali chiedono il cambiamento: il Coni deve superare il terzo mandato - ©ANSA Photo
Negli ultimi giorni, il mondo dello sport italiano è stato scosso da una lettera inviata al Governo da 43 presidenti di federazioni sportive. Questa missiva chiede una revisione delle norme elettorali del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), con l’obiettivo di equiparare le regole del CONI a quelle delle federazioni sportive. Ciò consentirebbe a Giovanni Malagò, attuale presidente del CONI, e a molti presidenti di comitati regionali di ricandidarsi, nonostante abbiano già completato tre mandati.
La legge attuale limita a tre i mandati per i presidenti delle federazioni, escludendo Malagò e altri leader sportivi da una possibile rielezione. Questo ha sollevato interrogativi sulla rappresentatività e sulla governance del movimento sportivo italiano, che si trova in una fase delicata a pochi mesi dall’inizio delle Olimpiadi di Parigi 2024. L’idea della lettera è quella di garantire continuità e stabilità nella leadership sportiva, specialmente in un momento in cui l’Italia si prepara ad affrontare sfide internazionali significative.
le federazioni coinvolte e le assenze
Non tutte le federazioni hanno partecipato a questa iniziativa. Sono stati esclusi dal documento tre enti pubblici:
1. Automobile Club d’Italia (ACI)
2. Aeroclub d’Italia
3. Tiro a segno
Inoltre, non sono stati coinvolti nemmeno i rappresentanti del nuoto e dei medici sportivi. I presidenti di queste federazioni, rispettivamente Paolo Barelli e Vincenzo Casasco, sono parlamentari e potrebbero avere interessi politici che influenzano la loro posizione. Inoltre, il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, ha storicamente espresso opposizione a Malagò, aggiungendo un ulteriore strato di complessità al panorama sportivo.
le reazioni del governo
Il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, ha risposto in modo netto alla lettera, affermando che “il mondo sportivo è molto più di 43 presidenti federali”. Questo commento sottolinea l’importanza di una visione più ampia dello sport, che non può essere ridotta a una semplice questione di mandati e leadership. Abodi ha dichiarato di non aver ancora ricevuto ufficialmente la lettera e che la sua priorità è quella di cercare novità piuttosto che perpetuare situazioni già esistenti.
le sfide future
La questione dei mandati nel CONI è stata al centro di dibattiti anche in passato. Le riforme nel mondo sportivo italiano sono state spesso richieste per garantire una maggiore trasparenza e una migliore gestione delle risorse. Tuttavia, le resistenze da parte di alcuni presidenti e le diverse posizioni politiche rendono difficile raggiungere un consenso. La situazione attuale potrebbe rivelarsi determinante in vista delle prossime elezioni per la guida del CONI, programmata per il 2024, anno delle Olimpiadi, un evento che rappresenta un banco di prova cruciale per l’Italia.
Inoltre, è fondamentale considerare come questa lettera e le eventuali modifiche alle norme elettorali potrebbero influenzare l’immagine del CONI e del movimento sportivo italiano a livello internazionale. Le federazioni sportive straniere e le istituzioni olimpiche monitorano attentamente la situazione, poiché le decisioni prese in Italia potrebbero avere ripercussioni sulle relazioni internazionali e sulla reputazione del paese nell’arena sportiva mondiale.
La lettera dei 43 presidenti federali può dunque essere vista non solo come un tentativo di modifica delle norme, ma anche come un riflesso delle tensioni interne e delle sfide più ampie che caratterizzano il panorama sportivo italiano. La risposta del Governo e l’atteggiamento del ministro Abodi potrebbero rivelarsi determinanti per il futuro non solo del CONI, ma dell’intero sistema sportivo italiano. La strada per una riforma significativa e per una maggiore inclusività nella governance sportiva è ancora lunga e irta di ostacoli, ma il dibattito avviato non può essere ignorato, specialmente in vista delle imminenti sfide olimpiche.